Esecuzione prova potenza

In questo articolo cerchiamo di chiarire meglio tutto che magari avete sentito raccontate in giro sulla prova potenza inerziale ma che forse non vi ha convinto del tutto..Andiamo avanti per argomenti...

 

  • Come faccio a fare la prova?

L'esecuzione di una prova potenza inerziale è tanto semplice quanto facilmente inficiabile da errori dovuti a cause esterne. La teoria insegna che quando acceleriamo il nostro veicolo cambia la sua velocità perchè disponiamo di una potenza "in esubero" rispetto a quella necessaria ad equilibrare l'attrito esercitato "contro di noi" dalle ruote sull'asfalto e dalla resistenza aerodinamica. Noi siamo in grado, direttamente, non di misurare la potenza del nostro motore ma proprio questa potenza "esuberante" (cioè in esubero). Quindi, se acceleriamo a fondo a marcia fissa in un determinato range di funzionamento del motore (tipicamente da poco oltre il regime di minimo fino a giungere al limitatore di giri), riusciamo a misurare l'accelerazione espressa dal nostro veicolo su tutto lo stesso range. Di conseguenza, conoscendo il peso del veicolo, possiamo determinare la "potenza esuberante" espressa dal veicolo. E per la potenza all'albero? Semplice: assumiamo che il veicolo operi su di una strada con caratteristiche costanti, e quindi andiamo a misurare le perdite per attrito totale. Come? Portando il veicolo al regime massimo e poi mettendo a folle: in una condizione ideale di mancanza di attrito, il nostro veicolo viaggerebbe all'infinito: invece, nel mondo reale, esso viene rallentato proprio dagli attriti. Con due semplici calcoli misuriamo la potenza associata a questi attriti e ricaviamo le perdite di potenza che stiamo cercando. Se ora chiudiamo il cerchio e sommiamo la potenza esuberante misurata nella fase di accelerazione e quella persa nella successiva fase di "coast-down" ecco che abbiamo ricavato la potenza all'albero del nostro motore!!

Riassumiamo quindi la tecnica:

  • Porto la mia auto a marcia fissa (tipicamente terza o quarta marcia) poco al di sopra del regime di minimo
  • Accelero a fondo su di un tratto rettilineo ed a pendenza costante fino a giungere al limitatore di giri
  • Arrivato al limitatore metto istantaneamente il veicolo in folle
  • Guido il veicolo a folle SENZA toccare il freno
  • Aspetto che il veicolo "plani" fino alla stessa velocità a cui ho iniziato la prova
  • Il software di calcolo misura nella fase di accelerazione la potenza esuberante ed in quella di decelerazione la potenza persa.
  • Sommo i due contributi ed ottengo la potenza che il motore è in grado di esprimere all'uscita dell'albero motore.

 

  • Dove posso sbagliare?

Sbagliare su di un banco prova è difficile (ed anche pericoloso...) su strada è molto più frequente:

  1. Alla fine della fase di accelerazione ci si dimentica di mettere a folle e si decelera con la marcia innestata.
    • E' l'errore più frequente. In questo caso a frenare il nostro veicolo non ci penseranno solo gli attriti esterni (che vogliamo misurare), ma soprattutto il nostro motore che eserciterà la sua azione determinante per rallentare il veicolo. Il risultato sarà che la potenza persa schizzerà in alto e la potenza totale all'albero sarà molto superiore a quella riportata sulla carta di circolazione!!
  2. La prova viene eseguita su di un tratto in discesa
    • In questo caso ad accelerare non sarà solo il nostro propulsore ma anche la forza di gravità (o meglio la sua componente concorde alla direzione del moto). Quindi il nostro veicolo avrà sia una potenza esuberante maggiore di quella reale, ma anche una potenza persa inferiore a quella reale. In teoria la nostra prova potrebbe anche alla fine essere corretta, se la pendenza fosse perfettamente costante, ma nella pratica essa potrebbe durare alcuni chilometri...! In realtà "l'aiuto" dato dalla forza di gravità non consente al nostro motore di riuscire a raggiungere il pieno carico e la massima erogazione.. Il discorso vale anche al contrario: nel caso di una prova effettuta in salita abbiamo la forza di gravità che ci "rema" contro. Solo che ora è come se avessimo un banco prova frenato naturale: la prova dura di meno ed il motore "è costretto" ad erogare la sua massima potenza. Entro certi limiti, con una piccola pendenza costante, la prova su strada dura poco ed è perfettamente confrontabile con quella fatta sui rulli.
  3. La prova viene eseguita su di un tratto di strada piena di curve
    • In questo caso a ridurre la potenza esuberante e ad aumentare la potenza persa ci pensa direttamente l'inerzia che il nostro veicolo pone alle variazioni di direzione. Anche in questo caso la nostra prova potenza non è più veritiera...

Concludiamo quindi dicendo che: se seguiamo alla lettera le indicazioni che abbiamo indicato, la nostra prova dura appena un chilometro e ci dice tutto delle prestazioni del nostro motore, ma se commettiamo uno degli errori sopra riportati, allora le nostre misure sono irrimediabilmente errate. Un'ultima nota: la strada non assomiglia per nulla alla perfezione del banco a rulli. Se il vostro software non esegue filtraggi software decenti allora neanche il miglior collaudatore ricaverà risultati affidabili e ripetitivi.

 


 

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